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Goletta Verde: "Mare della Liguria inquinato a Pietra Ligure, Nervi e Santa Margherita"

di Marco Innocenti

Meno preoccupante la situazione alla foce dell'Entella. Legambiente: "Colpa di scarichi abusivi e mancati allaccia alle fognature"

Sono 4 i punti catalogati come inquinati della costa ligure. Lo dice il monitoraggio annulate di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente sullo stato delle acque costiere di tutt'Italia che, dal 14 al 23 giugno, ha visto i volontari e le volontarie impegnati in 23 campionamenti lungo tutto il litorale della nostra regione. Undici i campioni prelevati alla foce di fiumi e canali, altri 12 a mare. Da questi 23 campionamenti sono emerse 3 situazioni di forte inquinamento, alla foce del torrente Maremola a Pietra Ligure, a Genova alla foce del torrente Nervi e allo sbocco del rio San Siro, nel comune di Santa Margherita Ligure. Meno preoccupante, ma comunque con un inquinamento al di sopra dei limiti, anche la foce dell'Entella, tra Chiavari e Lavagna

"I campionamenti di Goletta Verde non si vogliono sostituire con i dati ufficiali ma vanno ad integrare il lavoro svolto dalle autorità competenti - spiega Legambiente in una nota - Se, infatti, i dati di Arpal sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo, le analisi di Goletta Verde hanno invece un altro obiettivo che è quello di andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua, il principale veicolo con cui l’inquinamento generato da un insufficiente depurazione arriva in mare". 

“Emergono risultati ancora non del tutto soddisfacenti nella fotografia scattata dalle analisi effettuate lungo la costa ligure - dichiara Santo Grammatico, Presidente Legambiente Liguria - Nella costa genovese, la più penalizzata dai dati raccolti, emerge una cronicità alle foci di rii e torrenti, così come alla foce del torrente Maremola che denunciamo da anni. Ancora una volta ci troviamo a sollecitare i Sindaci ad effettuare indagini suppletive, risalendo i corsi d'acqua e coinvolgendo i loro colleghi dell'entroterra per individuare scarichi abusivi e mancati allacci alle infrastrutture fognarie. Quest'annoso problema va risolto una volta per tutte, ne va della qualità dei fiumi, del mare e di tutto il territorio”. 

“Il lavoro che facciamo ogni anno con Goletta Verde non vuole sostituirsi a quello delle autorità competenti ma denunciare una situazione di ritardo cronico del nostro Paese sul fronte della depurazione dei reflui - dichiara Sibilla Amato, portavoce di Goletta Verde 2021 - Ben 1 cittadino su 4 non è servito da un servizio di depurazione efficiente. Inoltre, la mancanza di depuratori, la loro scarsa efficienza, insieme agli scarichi illegali, rappresentano il 31% dei reati contestati a danno del mare nel corso del 2020. Non a caso, gravano sull’Italia ben quattro procedure di infrazione da parte dell’Unione europea per la non conformità alla direttiva del 1991 sul trattamento delle acque reflue. Due di queste sono sfociate in condanna e stiamo già pagando multe salatissime. Con le nostre analisi dei punti critici, vogliamo denunciare ancora una volta questo ritardo, chiedendo a gran voce più investimenti per il completamento della rete fognaria e la realizzazione di nuovi depuratori. Questa è una delle opere che serve davvero al Paese e per la quale purtroppo i fondi del  Recovery Plan non sono affatto sufficienti”.