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Nuovo Ponte, in corso il varo dell'ultima campata

di Redazione

Entro martedì mattina operazioni completate, attesi il premier Conte e la ministra De Micheli

Lunedì 27 aprile è un giorno importante per il nuovo Ponte per Genova: come annunciato nel primo pomeriggio sono partite le operazioni per muovere l'ultima campata attesa in quota, quella che completerà gli oltre mille metri del nuovo ponte, segnando una data importante per la ricostruzione del viadotto del dopo-Morandi.

L'ultima campata attesa in quota è la "P11P12", lunga 44 metri, è la diciannovesima della serie e si posizionerà, come dice il suo nome, tra il pilone 11 e il pilone 12 del nuovo ponte Polcevera; per il suo varo, ovvero l'innalzamento e il posizionamento in quota, saranno necessarie da 8 a 10 ore. 

Ci sarà la bandiera di San Giorgio, vessillo di Genova, sull'ultima campata del nuovo viadotto. Alla fine del varo, con l'incastro dell'impalcato tra le pile 11 e 12 e il probabile taglio di un piccolo pezzo d'acciaio che porterà la lunghezza della campata a 44 metri, ci sarà probabilmente il ministro per le infrastrutture Paola De Micheli. "Domani sarò lì per testimoniare un'Italia che durante il lockdown abbiamo deciso che dovesse comunque andare avanti dentro sistemi di sicurezza molto radicali" ha detto la ministra. "Quello è l'esempio di come, in questo tempo così faticoso, nonostante le critiche, però noi abbiamo deciso", ha aggiunto. Anche il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, dovrebbe fare tappa a Genova dopo che, in serata, è atteso a Milano, Bergamo e Brescia.

Quando l'ultima campata del nuovo ponte di Genova verrà incastrata tra le pile completando di fatto l'intero tracciato in acciaio previsto dal progetto di Renzo Piano la sirena del cantiere suonerà 'avvisando' le navi in porto e in rada che la parte a est e la parte a ovest della città di Genova sono finalmente riunite. A quel punto anche le sirene delle navi saluteranno il nuovo Ponte.

"Domani è un momento importante, ma non può essere una festa perché non bisogna mai dimenticare da cosa nasce. Da una terribile tragedia". Lo ha detto l'architetto Renzo Piano all'ANSA nel giorno dell'inizio del varo dell'ultimo impalcato del Ponte, da lui disegnato. "Soddisfatto? No, diciamo che questa opera è consolante. E' consolante vedere che siamo riusciti a costruirla". Piano non ci sarà domani: "Sono prigioniero a Parigi, dove vivo la quarantena, e da due mesi non vedo il ponte".