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Compagnia Italiana di Navigazione, il Tribunale dispone il sequestro di beni per 55 milioni

di Marco Innocenti

A garanzia del pagamento della prima rata per l'acquisto di Tirrenia

Il Tribunale di Roma ha disposto il sequestro conservativo, fino alla concorrenza di 55 milioni di euro, su tutti i beni, mobili o immobili, nonché i crediti di cui è titolare CIN, la Compagnia Italiana di Navigazione spa. La misura era stata richiesta in virtù del mancato pagamento, da parte di CIN appunto, delle prime due rate, una da 55 milioni scaduta nel 2016 e l'altra da 60 scaduta invece nel 2019. A queste andrà poi aggiunta la rata da 65 milioni in scadenza nel 2021, a copertura dei 180 milioni dovuti per l'acquisto di Tirrenia

A tenere sospeso il pagamento, fin dalla prima rata, quella da 55 milioni per intenderci, era stata - secondo il gruppo Moby, da cui Cin è controllata - una clausola contenuta nel contratto di vendita sottoscritto nel 2012, nella quale era prevista una sospensiva dei pagamenti in attesa della conclusione delle indagini portate avanti dalla Commissione Europea

Il sequestro era stato chiesto per il mancato pagamento da parte di CIN della prima rata del prezzo differito pattuito per l’acquisizione della compagnia pubblica. Un importo di 55 milioni, prima tranche dei 180 che Moby, controllante di CIN, pagati i primi 200, avrebbe dovuto saldare nel 2016, nel 2019 e nel 2021. Alla prima scadenza, però, il gruppo facente capo alla famiglia Onorato aveva esercitato una clausola del contratto di vendita che, a suo dire (il contratto non è mai stato reso pubblico), gli avrebbe consentito la sospensione del pagamento fino alla chiusura da parte della DG Comp della Commissione Europea dell’indagine partita nel 2011 sugli aiuti di stato.

L’amministrazione straordinaria, nel 2018, aveva presentato istanza al Tribunale di Roma che aveva rigettato le richieste sulla prima rata. Il relativo ricorso è stato invece accolto nella giornata di ieri, sempre però solo per i 55 milioni della prima rata ma non è da escludere che, presto, possa arrivare un'analoga decisione anche per gli altri 60.