Un quadro diventa simbolo delle malattie rare

di Redazione

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L'immagine dell'opera di Marco Ponte sarà utilizzata da Alisa

Un quadro diventa simbolo delle malattie rare

Mercoledì 18 dicembre, durante la presentazione della decima edizione del Concorso letterario, artistico e musicale "Il volo di Pegaso" del Centro Nazionale Malattie Rare dell'Istituto Superiore di Sanità, è stata consegnata, alla vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale, l'opera di Marco Ponte: "L'attesa".

L'immagine rappresentata sarà utilizzata da Alisa come logo nell’ambito delle Malattie rare, per gentile concessione del Centro Nazionale Malattie Rare - Istituto Superiore di Sanità, Roma.

Nell'opera, diventata simbolo delle malattie rare, una giovane donna rimuove un unico dettaglio anomalo da un continuum di elementi. Un giovane uomo, contemporaneamente, porge la sua versione chiarificata ed esatta. Si tratta di due sforzi che provengono da due direzioni opposte, nello spazio ma anche nella volontà di intenzione. I due movimenti, così differenti, convergono, si incontrano e si sostengono nel tentativo di creare la perfezione. È evidente qui il parallelismo con la catena del DNA, una molecola il cui equilibrio è retto da meccanismi estremamente sottili ma non precari, dove tutto collima alla perfezione per creare la base di sé. Un ambito, perciò, in cui tale ricercata perfezione è vicinissima ma comunque inesistente e dove il “diverso” può condurre all'innovazione estrema o alla totale e più terribile devastazione. In tale ambito, l'input comune delle due figure diviene la ricerca. Una ricerca incessante e faticosa che richiede sforzi distanti ma sempre più vicini. Una ricerca che deve essere, per definizione, giovane; non nel senso prettamente cronologico del termine quanto piuttosto nella matrice di pensiero che porta alle idee e alle proposte.

Infine, al centro della scena c’ è un albero, sinonimo di crescita e stabilità, da cui si diffondono elementi e note musicali che vanno a comporre cinque melodie. Si tratta di brevi estratti di compositori che hanno interpretato l'onirico in varie chiavi di lettura (Mahler, Schumann, Debussy, Liszt, Mendelssohn). Nel complesso, si ha così un incontro pacato ed armonico di suoni e voci, in cui il tema del sogno aleggia su tutta la scena nelle sue varie forme ed essenze, concretizzandosi al centro, dove si identifica nell'attesa del dispiegarsi delle possibilità.