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Genova, si è concluso il secondo incidente probatorio sul ponte Morandi

di Gregorio Spigno

Ribadito che il ponte sia crollato per la corrosione dei cavi, accelerata da difetti di esecuzione

Si è concluso in cinque udienze il secondo incidente probatorio sulle cause del crollo del ponte Morandi. Alla fine, il gip Angela Nutini ha ammesso solo un approfondimento di perizia depositato da alcuni indagati, mentre ha respinto le altre richieste.

I periti del giudice hanno ribadito che il ponte è crollato a causa della corrosione dei cavi dello strallo della pila 9, poi accelerata da difetti di esecuzione del progetto originario. Secondo i legali della difesa quello era un vizio occulto, mentre secondo i tecnici quel difetto era conoscibile dai documenti e se si fossero fatte le manutenzioni il viadotto non sarebbe crollato.

L'inchiesta vede indagate 71 persone oltre alle due società Aspi e Spea per omicidio colposo plurimo, crollo doloso, falso, attentato alla sicurezza dei trasporti, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Il prossimo 3 marzo ci sarà l'udienza stralcio con la quale si deciderà quali intercettazioni potranno essere usate. A quel punto la procura chiuderà le indagini.