Genova, crolla un muraglione in via Mendozza. Uno degli sfollati: "Sette famiglie evacuate"

di Redazione

Ha ceduto ed ha invaso il giardino del condominio sottostante

La scorsa notte, un muraglione alto circa 12 metri e largo 25, ha ceduto ed ha invaso il giardino del condominio sottostante in via Mendozza a Genova. I Vigili del fuoco hanno valutato, grazie al funzionario tecnico inviato in supporto alla squadra del distaccamento Mario Meloncelli, la necessita di evacuare sia la palazzina sottostante che quella sovrastante. Diciotto persone sono state così allontanate dai loro alloggi trovando alloggio da amici e parenti.

Il signor Gaetano Corso è stato il primo ad abitare la palazzina, un anno dopo la sua costruzione che è avvenuta nel1967: "Ieri sera verso le 23.30 ho ricevuto la telefonata del un condomino interessato dalla frana del giardino. Poco dopo sono arrivati i pompieri che hanno fatto un sopralluogo e all'una ci è stato detto di fare delle borse con le cose essenziale e di andare da qualche parente o nel caso ci avrebbero sistemato in un hotel. Alle 2:00 abbiamo lasciato casa e oggi abbiamo un appuntamento con il tecnico dato dall'amministratore per capire lo stato della nostra abitazione insieme al perito dei pompieri e per sapere quando potremo tornare a casa. La causa del crollo è data dalla pioggia perché è crollata la terra che si è trascinato il giardino di sopra. Siamo 7 famiglie interessate".  

“Ho sentito un rumore simile a quello di un ordigno bellico, rapido e forte però ho pensato che ci fosse stato un incidente, - racconta Giorgio De Virgilis, un altro dei residenti di via Mendozza- poi a mezzanotte hanno suonato il campanello i vigili del fuoco, che ci hanno ordinato di lasciare la nostra casa. La mia compagna abita in questa zona dal 2009 e conosceva bene lo stato dei due muraglioni: la parte nuova era stata ristrutturata di recente e infatti ha retto all’ondata del maltempo, la parte vecchia purtroppo no. Abbiamo passato la notte da un amico di famiglia, ovviamente senza dormire perché eravamo preoccupati. Non sappiamo quando potremo rientrare a casa, sicuramente dovranno essere fatti ancora dei controlli di sicurezza”.

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