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Covid, l'inquinamento dell'aria non aumenta la diffusione del virus

di Marco Innocenti

Uno studio condotto dalle Università di Genova, Padova e Perugia: "Nel particolato nessuna traccia di Rna di Sars-Cov-2"

L'inquinamento atmosferico da particolato pare non avere alcuna incidenza nell'aumento della trasmissione nell'aria del virus Sars Cov-2. Lo affermano i primi risultati di una ricerca condotta da un team si studiosi delle Università di Padova, Perugia e Genova. Non è stata rilevata infatti presenza di Rna del virus nel particolato atmosferico. Lo studio, appena pubblicato su 'Science of the Total Environment', ha indagato la potenziale presenza di Rna di Sars-Cov-2 su una serie rappresentativa di campioni di particolato raccolti nella provincia di Padova, durante la prima ondata di pandemia: quarantaquattro campioni di Pm2,5 e Pm10 sono stati raccolti tra il 24 febbraio e il 9 marzo 2020, periodo immediatamente antecedente alle misure di lockdown nazionale, ed analizzati presso il laboratorio di Igiene e Microbiologia Applicata dell'Università di Padova.

"I risultati sperimentali - spiegano dall'Università di Padova - suggeriscono la bassa probabilità di trasmissione aerea di Rna attraverso il particolato, pur se al momento non esistono ancora dati a livello mondiale per confermare definitivamente questa tesi. Con l'impatto che il Covid ha avuto sul mondo si stanno sempre più affermando nell'epidemiologia nuovi approcci multidisciplinari per il monitoraggio e contenimento della diffusione del virus. Fra questi è di particolare interesse la sorveglianza ambientale di specifiche matrici quali i reflui urbani, i rifiuti solidi, gli aerosol, il particolato atmosferico".