Santi (Federagenti) a Draghi: "Se i porti italiani diventano monumenti, niente più traffici"

di Edoardo Cozza

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Lunga lettera indirizzata al premier dopo lo stop grandi navi a Venezia: "Una decisione che impatta su 4mila famiglie"

Santi (Federagenti) a Draghi: "Se i porti italiani diventano monumenti, niente più traffici"

Il presidente di Federagenti, Alessandro Santi, invia al presidente del consiglio Mario Draghi una lunga lettera sul tema della 'chiusura' del porto di Venezia alle navi da crociera. Ecco cosa scrive il numero uno di Federagenti al premier:

"Con un decreto è stato deciso l’azzeramento di un porto crociere, non un porto qualsiasi, quello di Venezia. Una decisione gravissima assunta all’insegna di un ‘politically correct’ internazionale che impatta su almeno 4.000 famiglie. E in prospettiva su altre 21.000. Venezia è finalmente un monumento sul mare, e continua il suo percorso verso la sua mortifica museizzazione. Per questo oggi le scriviamo.

I porti italiani, Presidente, sono avvisati: possono diventare monumento nazionale, con alta probabilità vista la storia che ci contraddistingue, e nel tempo di un decreto, sparire dalla carta dei traffici mondiali. E con il porto migliaia di famiglie che dal porto traggono il loro sostentamento: la sostenibilità sociale viene messa in secondo piano rispetto a quella ‘culturale’. Nessun dialogo o confronto ma scelte terribilmente impattanti e proposte nebulose di sostegni economici simil Covid: noi del porto siamo diversi.

Alla mancanza di scelte dei passati anni e dei precedenti governi della questione ‘grandi navi’ viene ora posta soluzione che rappresenta una drammatica discontinuità che non permette in nessuna maniera fasi di transizione e, in mancanza di ormeggi ancora disponibili e comunque sufficienti, obbliga immediatamente le compagnie a modificare itinerari e programmazione per i prossimi anni trovando nuovi porti di scalo, probabilmente non in Adriatico e forse neppure in Italia. Anche il naviglio di lusso viene penalizzato abbassando ulteriormente il limite imposto dal decreto Clini Passera da 40.000 a 25.000 tonnellate di stazza e introducendo ulteriori nuovi limiti dimensionali derivati da imprecisate analisi di rischio: un colpo mortale per il traffico crocieristico di alta gamma e che garantiva pernottamenti nei cinque stelle e laute spese nei negozi dell’area marciana.

Dal mese di agosto, forse, vedremo una città migliore, dove i problemi, e non sono pochi, spariranno di colpo, almeno negli obiettivi del Governo e con il compiacimento dell’UNESCO e di molti ‘cittadini del mondo’: di certo, però, c’è che è stata decretata la morte delle crociere a Venezia e della cultura e professionalità, patrimonio di tante donne e uomini che, come fatto da tanti veneziani in questi anni, lasceranno la città per andare a fare i professionisti e i ‘cittadini’ in altri porti del mondo".