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Regioni, dal governo risposte positive: accelerare sui vaccini

di Redazione

Bonaccini: "Registro primi passi in avanti, ma non basta"

"Registro alcuni primi passi avanti - ha dichiarato Bonaccini - C'è la disponibilità a far lavorare il gruppo tecnico per la revisione dei criteri e dei parametri che sono alla base della definizione della colorazione delle diverse fasce di rischio. Ma abbiamo chiesto che questo avvenga sin dalle prossime ore e che questi lavori arrivino a conclusione nei prossimi giorni. Il Governo si è poi impegnato a garantire la comunicazione delle misure all'inizio della settimana e non più, come accaduto finora, nel weekend: è quanto avevamo richiesto per consentire a cittadini e imprese di conoscere per tempo le misure e organizzarsi. Dunque un fatto positivo".

"Abbiamo poi apprezzato - ha spiegato il Presidente della Conferenza delle Regioni - l'impegno ad una concomitanza più stringente fra provvedimenti restrittivi e l'azione per indennizzi e ristori. Positiva anche l'intenzione manifestata dai Ministri Gelmini e Speranza ad estendere i ristori anche laddove le restrizioni siano introdotte con ordinanze regionali assunte d'intesa col Ministero della Salute. Su questo punto - che avevamo posto da tempo - attendiamo però un riscontro positivo anche dal Ministero dell'Economia".

"Ma occorre - prosegue Bonaccini - un'accelerazione ulteriore. Primo: fare il punto Stato-Regioni sul piano vaccini affinché siano recuperati i ritardi dovuti ai tagli nella distribuzione, facendo tutto il possibile anche in ambito europeo e coinvolgendo e responsabilizzando ancor più i medici di medicina generale dopo il recente accordo. Su questo si è convenuto di andare ad un tempestivo confronto di aggiornamento con il Ministero della Salute ed il Commissario per l'emergenza. Secondo: lavorare da subito, anche in un'ottica di respiro lungo, per identificare settori ed attività che - al verificarsi di determinate condizioni epidemiologiche e in condizioni di sicurezza - possano riaprire in sicurezza. Terzo: a fronte di una possibile terza ondata, dovuta in particolar modo alla maggiore contagiosità delle varianti che sembra colpire in particolare i giovani, abbiamo la necessità di avere dati certi e previsioni d'impatto per concordare un'azione congiunta in settori fondamentali per la vita delle famiglie e delle comunità, come la scuola. Quarto: è essenziale - conclude Bonaccini - che il nuovo Dpcm chiarisca meglio il ruolo dei diversi livelli istituzionali in materia di contenimento della pandemia".