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Porto di Ravenna, dal fondo complementare del Pnrr ecco 130 milioni

di Edoardo Cozza

Corsini, assessore regionale ai trasporti: "L'importanza strategica dell'hub è stata riconosciuta"

Arrivano 130 milioni di euro per il Porto di Ravenna. Sono queste, infatti, le risorse inserite nel fondo complementare del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) che permetteranno di rendere l’infrastruttura sempre più competitiva per il trasporto merci e passeggeri. In particolare, con questi fondi si potrà procedere alla seconda fase di lavori tra cui quelli per consentire l’ingresso alle grosse navi container.

Un risultato – riferisce una nota della Regione Emilia Romagna – ottenuto grazie all’impegno della Regione che, seguendo le indicazioni dell’Europa, ha fin da subito puntato sul potenziamento della multi-modalità basata su ferrovie, vie navigabili interne e infrastrutture marittime.

Una vera e propria ristrutturazione logistica che interesserà, quindi, non solo il Porto ma anche la rete ferroviaria e stradale della Romagna e che avrà notevoli ripercussioni sullo sviluppo futuro del turismo e della movimentazione merci di tutta la regione.

“Abbiamo ottenuto un risultato importante - afferma l’assessore regionale a Infrastrutture, Turismo e Commercio, Andrea Corsini - insieme al riconoscimento della sostenibilità e della lungimiranza della nostra strategia e del buon lavoro di squadra fatto coi territori. Con questi fondi, che si sommano agli 85 milioni già stanziati di cui 30 milioni per l’elettrificazione delle banchine, il cosiddetto cold ironing sistema che permette di alimentare le navi con corrente elettrica fornita da terra riducendo così le emissioni in porto, potremo finalmente procedere coi cantieri nel secondo tratto per consentire l’ingresso alle navi di grossa stazza e rendere così il Porto di Ravenna uno degli snodi centrali europei più efficienti e moderni”.

“Inoltre - prosegue l’assessore - grazie all’accordo tra Regione e Rete ferroviaria italiana (Rfi) e allo stanziamento di quasi 74 milioni di euro da parte di Rfi, uno degli investimenti più consistenti tra gli scali marittimi, realizzeremo interventi strategici come il prolungamento della dorsale ferroviaria di collegamento tra la stazione al nuovo terminal container e le nuove stazioni merci a sinistra e destra del canale Candiano, dando finalmente l’addio allo scalo merci in area urbana”.

“Interventi che, insieme ai lavori per la nuova stazione marittima per le crociere e utilizzando sinergicamente le migliori competenze tra pubblico e privato - sottolinea Corsini - potranno impattare nei prossimi anni in modo sostanziale su settori, come il turismo e la logistica, fondamentali per la ripartenza”.

Il piano strategico che riguarda il Porto di Ravenna sarà anche fulcro della zona logistica semplificata “ZLS Emilia-Romagna”, un progetto per la movimentazione delle merci che coinvolge 9 nodi intermodali da Ravenna a Piacenza, aree produttive, province e Comuni della regione e che metterà in relazione infrastrutture viarie e ferroviarie e aree produttive commerciali con il porto e sarà fondamentale per dare impulso all’economia regionale, con crescita di investimenti e nuove imprese.

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