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Piano per l'Energia e il Clima, entro il 2030 fonti rinnovabili al 30% del consumo totale

di Redazione

Patuanelli: "L'obiettivo è contribuire a un importante cambio di rotta"

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il testo del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, predisposto con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che recepisce le novità contenute nel Decreto Legge sul Clima nonché quelle sugli investimenti per il Green New Deal previste nella Legge di Bilancio 2020.

Il PNIEC – riferisce una nota del MISE – è stato inviato alla Commissione europea in attuazione del Regolamento (UE) 2018/1999, completando così il percorso avviato nel dicembre 2018, nel corso del quale il Piano è stato oggetto di un proficuo confronto tra le istituzioni coinvolte, i cittadini e tutti gli stakeholder.

Con il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima vengono stabiliti gli obiettivi nazionali al 2030 sull’efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili e sulla riduzione delle emissioni di CO2, nonché gli obiettivi in tema di sicurezza energetica, interconnessioni, mercato unico dell’energia e competitività, sviluppo e mobilità sostenibile, delineando per ciascuno di essi le misure che saranno attuate per assicurarne il raggiungimento.

Nelle 294 pagine del Piano, partendo dalla fotografia della situazione attuale, vengono in parte modificati gli obiettivi contenuti nella precedente bozza, datata gennaio 2019 e la prima novità riguarda le fonti rinnovabili: entro il 2030, la green energy dovrà contribuire per il 30% al soddisfacimento dei consumi totali mentre resta invariata al 55% la quota di rinnovabili nei consumi elettrici, con l'innalzamento al 33,9% quella nel settore termico (+0,9% rispetto alla bozza 2019) e al 22% quella che riguarda l’incorporazione di rinnovabili nei trasporti (+ 0,4%).

In tema di trasporti, il Governo prevede un aumento progressivo, anno su anno, di nuove immatricolazioni di auto elettriche e ibride plug in, al fine di arrivare nel 2030 a un parco circolante di circa 6 milioni di auto elettrificate. Nessuna variazione invece, rispetto alla bozza 2019, per quanto riguarda gli obiettivi di efficienza energetica e sulle emissioni di gas serra. Su questi ultimi, gli obiettivi suddivisi fra settori ETS (industrie energetiche, settori industriali energivori e aviazione) e non ETS (trasporti, residenziale, terziario, industria non ricadente nel settore ETS, agricoltura e rifiuti) marcano rispettivamente un -43 e -30% rispetto al 2005.

Per quanto riguarda l’addio dell’Italia al carbone, obiettivo fissato entro il 2025, nel Piano questo si potrà realizzare solo se nel frattempo saranno “realizzati gli impianti sostitutivi e le necessarie infrastrutture, e una significativa accelerazione delle rinnovabili e dell’efficienza energetica nei processi di lavorazione”. Attualmente in Italia, stando a dati dello stesso Pniec, risultano in esercizio 8 centrali termoelettriche a carbone.

“L’obiettivo dell’Italia – dichiara il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli – è quello di contribuire in maniera decisiva alla realizzazione di un importante cambiamento nella politica energetica e ambientale dell’Unione europea, attraverso l’individuazione di misure condivise che siano in grado di accompagnare anche la transizione in atto nel mondo produttivo verso il Green New Deal”.

L’attuazione del Piano sarà assicurata dai decreti legislativi di recepimento delle direttive europee in materia di efficienza energetica, di fonti rinnovabili e di mercati dell’elettricità e del gas, che saranno emanati nel corso del 2020.

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