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Pazienti anziani, tra violenze e abusivismo

di Eva Perasso

Talk show di Telenord e Salute88: lo stato dell'arte delle condizioni delle strutture socio sanitarie in Liguria

Cura dei pazienti più fragili: qual è la situazione in Liguria? Quante e come sono strutturate le residenze e gli alloggi che li ospitano e li curano? L'argomento è stato il tema di un talk show presso gli studi di Telenord cui hanno partecipato l'assessore regionale alla Sanità Sonia Viale, il consigliere regionale Pippo Rossetti, il presidente di Ascom Salute Luca Pallavicini, il consigliere dell'Ordine degli infermieri Maria Assunta Porcu. "L'ultimo censimento delle strutture residenziali italiane contava 287mila posti letto di cui 100mila circa garantiti dal settore pubblico. In questo momento la regione Liguria ha messo a disposizione 328 strutture per 11782 posti letto". Luca Pallavicini, presidente di Ascom Salute Genova, snocciola i numeri delle strutture nazionali e liguri. E fa notare, così come ricorda anche l'assessore alla Sanità Sonia Viale, come negli ultimi anni siano aumentati i posto letto. Abbastanza per soddisfare un bisogno che nella nostra regione è così forte? Di certo la regione si attrezza, ma i margini di miglioramento restano. "Il piano socio-sanitario regionale prevede la presa in carico dei bisogni delle persone più anziane cercando di lasciare nella propria casa l'anziano il più a lungo possibile, grazie agli infermieri di famiglia e alla sanità a chilometro zero", ricorda l'assessore Viale. "Ci sono poi - quando restare a casa non fosse possibile - 189 strutture RSA accreditate e autorizzate: il 65 per cento dei loro letti è contrattualizzato, ovvero vede una partecipazione del sistema sanitario". Racconta ancora l'assessore: "Abbiamo anche introdotto nuovi meccanismi per la sicurezza e la prevenzione delle violenze come quello della videosorveglianza". A quello dei numeri di posti letto è strettamente legato il tema delle strutture abusive. Purtroppo in Liguria sono diverse, come commenta il consigliere regionale Pippo Rossetti: "Almeno una decina di strutture comunità e alloggio individuate nella nostra regione sono abusive. Ma l'abusivismo nasce anche dal fatto che spesso le famiglie non trovano risposte e sono costrette ad arrangiarsi. E lo speculatore approfitta di questa situazione. In più, non tutti i posti accreditati sono convenzionati". "Serve una task force in cui servizio sanitario locale e servizio sociale vadano a cercare d'intesa con i NAS le strutture che non sono state dichiarate", continua Rossetti. L'Ordine degli infermieri si occupano da tempo degli operatori con un processo di formazione dedicato all'aspetto psicologico di chi 'cura i curanti' e uno sportello di aiuto dedicato. Sul tema delle violenze, per esempio, l'approccio è delicato: alcuni studi infatti denunciano che nelle strutture in cui non è chiaro il ruolo delle persone, non c'è formazione adeguata, c'è il lucro come imperativo, i dipendenti possono andare in "burn out" e possono utilizzare modalità disdicevoli. L'ordine degli infermieri condanna e ha tolleranza zero verso le violenze, ma "il colpevole non è solo la persona che compie l'atto. Se un superiore fa finta di non vedere, collude con quella persona", commenta la dottoressa Porcu, consigliere dell'Ordine degli infermieri e psicologa.

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