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Parto choc. Taglio cesareo senza anestesia: due medici sotto accusa

di Michele Varì

Denunciati dalla puerpera: l'epidurale non fece effetto e lei svenne dal dolore

Due anestesisti dell'ospedale Villa Scassi di Sampierderena sono indagati perchè non avrebbero dosato in modo adeguato l'anestesia ad una donna incinta in procinto di partorire: l'ipotesi è che alla paziente fu effettuato il taglio cesareo da sveglia, nonostante lei continuasse a gridare di sentire dolore e muovesse le gambe. 
La donna, 49 anni,  una genovese alla seconda gravidanza, a causa dal dolore straziante svenne e poi fu sedata: il marito alle urla della moglie tentò più volte di entrare nella sala parto, ma gli venne impedito.
È accaduto lo scorso agosto. Il parto poi avvenne in modo regolare: la donna e il bambino ora stanno bene. Ma quella terribile esperienza inevitabilmente ha avuto strascichi giudiziari. I due medici anestesisti che si sono dati il cambio durante la degenza della donna sono stati indagati per l'articolo 590 sexies che ipotizza responsabilità colposa per lesioni personali in ambito sanitario.
L'indagine è stata avviata dal sostituto procuratore Stefano Puppo che ha iscritto sul registro degli indagati i due medici: la partoriente, difesa dall'avvocato Roberta Barbanera, era entrata in ospedale il due agosto scorso alle due di notte. Appena arriva nel reparto le era stata praticata l'anestesia epidurale, ma dopo ben sedici ore di travaglio, alle 18 si era deciso di praticare il taglio cesareo per agevolare il parto. Per questo era stata sottoposta ad una seconda anestesia, che però non avrebbe fatto effetto, tanto che la donna muoveva ancora le gambe e avvertiva ogni sensazione nella parte bassa del corpo che invece sarebbe dovuta essere sedata.
L'anestesista del turno del pomeriggio subentrata alla collega del mattino non si accorse di questo e diede il consenso al chirurgo di effettuare il taglio cesareo, ed è lei la principale accusata dell'indagine, la posizione dell'anestesista del mattino infatti è più sfumata. 
Nel corso delle indagini l'unica componente dell'equipe medica che ha ammesso di essersi accorta di qualche anomalia è stata un'infermiera che ha svelato: "Sì, ricordo che la paziente muoveva ancora le gambe e diceva di avvertire molto dolore".