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Memoriale vittime Morandi, Egle Possetti: "Vedere il nuovo ponte che rinasce non può renderci felici"

di Marco Innocenti

Sarà ricavato nel capannone che ha ospitato le macerie del crollo

"Vedere il nuovo ponte che rinasce non è qualcosa che ci rende felici, è un qualcosa che ci riempie di angoscia, perché pensiamo che avrebbe potuto essere ricostruito prima che crollasse e provocasse questa ferita che non si potrà mai rimarginare, per questo anche sull' inaugurazione capirete che siamo un po' freddi". Così Egle Possetti, presidente del comitato Ricordo vittime Ponte Morandi, nel corso della videoconferenza organizzata dal Comune di Genova per presentare il progetto del memoriale dei 43 morti.

Il sindaco di Genova e commissario Marco Bucci ha ribadito che al momento si conta di inaugurare il nuovo viadotto per la fine di giugno. Egle Possetti ha garantito che il comitato continuerà a collaborare per la realizzazione del parco: "Non era scontato che noi fossimo interpellati nell'ambito di questo progetto di rigenerazione urbana e per noi è stato molto importante - afferma - per noi questo è un luogo sacro, è dove hanno esalato l'ultimo respiro i nostri cari, ci teniamo che questo spazio possa portare al suo interno non solo il loro ricordo ma anche qualche sensazione, qualche immagine, che possa far pensare che siano ancora presenti fra noi".

Il memoriale delle vittime di ponte Morandi sarà ricavato dal capannone che in questi mesi è stato utilizzato per stoccare i reperti del viadotto per l'inchiesta. Un'idea condivisa dai familiari dei 43 morti della tragedia del 14 agosto 2018, dal Comune di Genova e dai progettisti dello studio di Stefano Boeri. Il progetto di fattibilità tecnico-economica è stato presentato in videoconferenza.

"Il memoriale non è solo un modo per ricordare le 43 vittime, non è solo un monito per non dimenticare e non rifare gli errori del passato - ha aggiunto il sindaco Bucci - ma anche un modo per pensare a quello che sarà il futuro e ricordare che ci sono infrastrutture necessarie". Per l'architetto Boeri "il colloquio a più riprese con i familiari è stato fondamentale".

"Abbiamo provato ad attuare la loro richiesta - prosegue - ovvero che il memoriale avesse sia una dimensione pubblica, di dimensione collettiva della tragedia, sia una dimensione privata, uno spazio dedicato solo a loro, ma c'è anche una terza dimensione a cui abbiamo guardato con grande attenzione, legata alla natura, simbolo di speranza e di rigenerazione ed una serra della biodiversità".

Nel capannone sotto quello che un tempo era il pilone 9, oltre 7000 metri quadri, tra i blocchi di calcestruzzo, ci saranno un percorso che con pannelli e video racconterà la storia dell'opera e del disastro e poi uno spazio soprelevato riservato esclusivamente ai familiari. Oltre alla serra, leggermente a sud, in un'altra parte dell'ex capannone, sarà realizzata una ludoteca. 

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