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La diagnosi precoce del tumore al polmone

di Eva Perasso

E' il primo killer tra le forme tumorali, ma prevenirlo si può con screening che possono salvare anche nel 90 per cento dei casi

Il tumore al polmone è malattia frequente e aggressiva, prima causa di morte neoplastica. I sintomi sono purtroppo tardivi e aspecifici, non aiutano ai fini della diagnosi. Striature di sangue espettorato, dolore toracico, sintomi più vaghi come dolori alle grosse articolazioni che variano da un giorno all'altro possono ricondurre al tumore al polmone.

La battaglia per ottenere una diagnosi precoce però non è persa: attraverso lo screening si può infatti avere un risultato efficace. Lo screening è consigliato a pazienti selezionati in base all'età (50-55 anni in media), che siano forti fumatori o che abbiano familiarità con la malattia.

Lo screening consente di diagnosticare tumori polmonari in fase precoce e dunque potenzialmente guaribili. Le percentuali di sopravvivenza a distanza di chi soffre di tumori polmonari diagnosticati precocemente è molto alta e raggiunge anche il 90 per cento.

Diagnosi precoce: la TAC

La TAC consente di scovare tumori molto piccoli e grazie all'evoluzione delle apparecchiature queste performance sono migliorate negli anni. La radiografia toracica infatti non basta, poiché vi sono strutture che possono mascherare la forma tumorale. Per la diagnosi precoce dunque è la TAC - metodica tomografica - l'esame di elezione poiché riesce a visualizzare anche spazi reconditi evidenziando noduli anche di pochi millimetri. Non è invasivo, dura pochi secondi e soprattutto non viene usato mezzo di contrasto.