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L'Antitrust contro Autostrade: "Non ha ridotto i pedaggi". La risposta: "Sconti attivati dal 2020"

di Marco Innocenti

Già a marzo era scattata una sanzione da 5 milioni di euro per le criticità su 6 tratte con criticità e cantieri: 4 di queste sono in Liguria

E' scontro aperto fra Autostrade per l'Italia e l'Autorità Garante della concorrenza e del mercato. Già nel mese di marzo l'Antitrust aveva comminato una sanzione da 5 milioni di euro, intimando ad Aspi di ridurre i pedaggi nelle tratte con le maggiori criticità, sparse un po' in tutt'Italia ma concentrate soprattutto in Liguria. Ancora oggi, però, secondo l'Authority, la società non avrebbe ottemperato a quest'obbligo, non avendo cessato "la pratica scorretta accertata nel mese di marzo 2021, atteso che ASPI non ha ridotto il costo del pedaggio e/o non ha adottato alcuna procedura per riconoscere agevolazioni tariffarie e rimborsi per le tratte autostradali in cui si verificano rilevanti criticità nella viabilità a causa di lavori straordinari per la messa in sicurezza delle infrastrutture che risentono di gravi carenze nella gestione e nella manutenzione".

Le tratte sulle quali l'Antitrust basa la sua ricostruzione, come detto, sono un po' in tutt'Italia. Si parla ad esempio dell'autostrada A16 Napoli-Canosa, dell'A14 Bologna-Taranto ma la gran parte di esse si trovano nella nostra regione: sono la A7  Milano-Serravalle-Genova, della A10 Genova-Savona-Ventimiglia, della A12 Genova-Livorno e la A26 Genova Voltri-Gravellona Toce. Insomma, per le tratte di competenza di Aspi, tutte le autostrade che attraversano la Liguria. Nessuna esclusa.

"In queste tratte - si legge nella nota diffusa dall'Antitrust - si erano registrate importanti riduzioni delle corsie di marcia e/o specifiche limitazioni della velocità massima consentita, con conseguente notevole disagio non solo per i consumatori ma anche per gli autotrasportatori, in termini di code, rallentamenti e significativo aumento dei tempi di percorrenza".

La risposta di Aspi non si è fatta attendere: "Autostrade per l’Italia, d’intesa con il MIMS e nell’ambito della più ampia gestione della concessione, ha attivato già dal 2020 riduzioni o azzeramenti del pedaggio a favore dell’utenza nelle tratte oggetto di sensibili disagi a causa di lavori di manutenzione, per un totale di 77 milioni di euro di minori ricavi nel periodo 2020-21. In tali tratte rientrano, peraltro, proprio quelle segnalate a suo tempo dall’Antitrust (dove erano presenti riduzioni di carreggiata, poi risolte, imposte dall’Autorità giudiziaria), il cui procedimento riguarda eventi non attuali, ma avvenuti tra dicembre 2019 e gennaio 2020. In merito a tale procedimento, si evidenzia che lo scorso 24 il TAR del Lazio, a seguito dell’impugnativa di ASPI, ha ritenuto con un’ordinanza formale che le ottemperanze disposte dall’Antitrust nei confronti della società – in primis la definizione a priori di un sistema di criteri condiviso per l’adozione delle agevolazioni - siano state determinate rendendo non possibile consentirne l’adempimento."

"Ciononostante, dando seguito all’azione intrapresa dall’Agcm, ASPI ha formulato una concreta proposta di impegni finalizzata a risolvere le problematiche segnalate dall’Autorità, progettando e sviluppando il primo sistema di “cashback del pedaggio”, la cui finalità è ristorare gli utenti che, a seguito del fondamentale piano di ammodernamento della rete svolto sotto l’egida del MIMS – e la cui esecuzione è irrinunciabile per il sistema Paese - possano incorrere in ritardi sui tempi medi di percorrenza. Attraverso l’adozione di nuove tecnologie digitali, il ristoro avverrà in modo automatico, trasparente e commisurato ai tempi di percorrenza effettivi. In ogni caso, come ampiamente comunicato all’utenza, esenzioni o riduzioni del pedaggio sono state mantenute fino ad oggi o attivate ex novo sulle tratte con maggiore presenza di cantieri (ad esempio nella rete ligure o sulla A1 tra Firenze Sud e Scandicci in direzione Bologna). Per l’attivazione del “cashback del pedaggio” ASPI sta finalizzando con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili gli ultimi fondamentali passaggi autorizzativi, che conta di concludere al più presto, così da poter avviare il nuovo sistema – il primo a livello europeo - inizialmente in via sperimentale. Nello spirito di massima collaborazione e rispetto per il fondamentale ruolo svolto dall’Agcm, ASPI avvierà oggi stesso nuove interlocuzioni formali con l’Autorità per rappresentare preventivamente le caratteristiche del nuovo servizio “cashback” prima della sua entrata in funzione."