Il "Superdisabile", ecco come è cambiata la disabilità negli anni

di Redazione

Dalla passata condizione di isolamento al "supercrip", grazie anche al progresso e alla ricerca oggi:"si può fare"

Nella giornata del 13 novembre si è tenuta all’interno dell’Acquario di Genova, una conferenza riguardante la disabilità. Dalle cronache giornalistiche alle trasmissioni televisive, dal cinema allo sport, sempre più persone affette da disabilità divengono protagonisti pubblici: i cosiddetti "supercrip" traducibile in italiano come "superdisabili".

Quest’ultimi sono diventati modelli di notorietà planetaria, ispirando autostima, fiducia e proattività in chi vive condizioni di invalidità o menomazione. Un'importante evoluzione rispetto alla condizione di isolamento, pietismo, derisione e vergogna che spesso hanno connotato il disabile in passato. Ma questo non deve far dimenticare la realtà quotidiana, lontana dai riflettori di chi vive tali condizioni e quella dei caregiver: le difficoltà, i costi e i carichi che la appesantiscono.

L'incontro ha affrontato questi temi alla presenza di atleti paralimpici, rappresentanti istituzionali e studiosi, tra questi anche Francesca Porcellato, atleta paralimpica che dichiara :”I disabili sono delle persone punto e basta, che hanno bisogno di essere accolti, senza essere considerati dei super eroi ma neanche delle persone di serie B, soltanto delle persone. Persone che nella vita riescono come riescono le altre persone, magari con un po' più di difficoltà, perché il mondo non è fatto ad uso e consumo per i disabili, ma comunque si può fare”.

L’ evento si è svolto partendo da un'analisi del "diverso" nella storia e nell'immaginario, fino ad arrivare ai progressi resi possibili dalla ricerca e dalla tecnologia, che hanno sensibilmente migliorato la qualità della vita delle persone disabili.