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Il Genoa costringe la Juve agli straordinari poi alza bandiera bianca: allo Stadium finisce 3-2

di Marco Innocenti

Bianconeri avanti 2-0 dopo meno di mezz'ora poi la reazione del Grifone. Decide la zampata di Rafia nei supplementari

Juventus-Genoa vale l'accesso ai quarti di Coppa Italia ma sia Pirlo che Ballardini fanno capire benissimo di non voler chiedere quasi nulla a questa Coppa Italia: i bianconeri hanno nel mirino la sfida di domenica in casa dell'Inter, il Grifone invece ha ben altri pensieri, con una salvezza tutta da conquistare. E così, ampio spazio alle seconde (o anche terze!) linee: Paleari, Dumbravanu, Melegoni e la coppia d'attacco di riserva Scamacca-Pjaca per Ballardini, una vera e propria squadra 2 per Andrea Pirlo.

Turn over o no, il match si mette subito in discesa per la Juventus che segna dopo appena due minuti con Kulusevski: mancino e Paleari è battuto. Pochi minuti dopo è ancora lo svedese a chiamare Paleari all'intervento ma è decisamente la Juventus a fare la partita e così, al  23', Morata capitalizza al meglio un gran pallone di uno scatenato Kulusevski: difesa del Genoa completamente fuori posizione e per l'ex-Real è un gioco da ragazzi mettere dentro il 2-0. La reazione del Grifone però arriva immediatamente con Czyborra che di testa fredda Buffon e dimezza lo svantaggio.

Prima dell'intervallo c'è tempo per due reti annullate alla Juventus per fuorigioco ma la squadra bianconera, nel secondo tempo, ha il grande demerito di sedersi troppo, con il Genoa che può prendere campo e coraggio. Al 53' Pjaca colpisce la parte alta della traversa e poi al 74' una perla di Melegoni punisce i campioni d'Italia, rimettendo in parità la sfida. A due minuti dal 90', Pirlo decide di mandare in campo anche Cristiano Ronaldo ma il punteggio non cambia più e si deve andare ai supplementari.

Nell'extra time, però, è la stanchezza a farla da padrone, soprattutto fra le fila del Genoa. Molti dei giocatori mandati in campo da Ballardini giocano poco in campionato e hanno poca benzina nel serbatoio e così la Juve piano piano riprende in mano il pallino del gioco, chiamando il povero Paleari ad un super lavoro prima su Morata e poi su Rabiot. Il giovane portiere del Genoa però non può nulla su Rafia che, al 104', riporta avanti la Juve scaraventando in rete un pallone vagante in area rossoblu.

Nel secondo tempo supplementare è il Grifone a partire col turbo innestato, andando subito vicinissimo al nuovo pareggio al minuto 108: è il neo entrato Radovanovic ad avere sulla testa il pallone del possibile 3-3 ma, proprio sulla linea, c'è Arthur a salvare la Juve. Tocca poi a Paleari tenere a galla il Genoa sulla botta di Kulusevski: colpo di reni e palla alzata miracolosamente sopra la traversa. 

Alla fine, ai quarti ci va la Juventus ma con molta più fatica di quello che ci si sarebbe potuto attendere, specialmente dopo i primi minuti di gara.