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Green pass nelle mense, i sindacati: "Troppa confusione, no a scelte unilaterali"

di Marco Innocenti

Ghini (Uil): "interpretazioni suggestive da parte delle aziende". La Cgil: "Il governo si assuma le proprie responsabilità"

L'equiparazione delle mense aziendali ad ogni altro luogo dove si consuma cibo come bar e ristoranti, in materia di Green Pass, sta creando non poche difficoltà e malumori. "Vorrei ricordare agli imprenditori, a Confindustria, che ad oggi per accedere alle mense aziendali non c'è nessun atto legislativo che determini l'esibizione del Green pass - dice il segretario generale Uil Liguria, Mario Ghini in una nota - La Uil Liguria diffida le imprese da scelte unilaterali, frutto di libere interpretazioni che non abbiamo né concordato né condiviso. Al Parlamento e al Governo chiediamo, tramite le istituzioni locali, che devono farsi parte attiva, di assumersi le proprie responsabilità senza affidare alle faq punti di vista che non sono certo leggi dello Stato".

"In questi ultimi giorni, forse per colpa del caldo africano, stiamo assistendo a interpretazioni suggestive da parte delle aziende in merito all'accesso alle mense aziendali - continua Ghini - Annunci approssimativi via faq che non sono uno strumento legislativo ma una mera interpretazione per assecondare Confindustria. A questo punto la confusione fa da padrona. Circa 18 mesi fa Cgil, Cisl e Uil, responsabilmente, hanno sottoscritto accordi sulla sicurezza che hanno permesso, nella fase più critica, di riprendere tutte le attività, di poter utilizzare mense e spogliatoi in sicurezza senza bisogno di forzature legate al Green Pass. La sensazione è che si voglia scaricare sulle lavoratrici e sui lavoratori responsabilità che sono della politica e delle imprese proprio nell'applicazione dei protocolli, che già ci sono, e che se applicati a dovere potrebbero garantire la sicurezza di cui abbiamo bisogno all'interno di ogni posto di lavoro. Chiediamo, pertanto, alle imprese e a chi le rappresenta, che cessino questo quotidiano discriminare, la Uil Liguria diffida le imprese da scelte unilaterali, frutto di libere interpretazioni che non abbiamo né concordato né condiviso".

"Riteniamo assolutamente fuori luogo l’equiparazione delle mense aziendali ai pubblici esercizi - fa sapere la Cgil di Genova - quando invece le stesse sono assoluto ed essenziale complemento del luogo di lavoro. Dall’inizio della pandemia, la nostra Organizzazione si è impegnata, attraverso le Rappresentanze Sindacali, ad un confronto serrato sulle nuove tematiche legate alla sicurezza, raggiungendo importanti intese declinate nei protocolli sulla sicurezza. Oggi, ribadendo la disponibilità ad immediati confronti volti all’adeguamento di tali protocolli, chiediamo nel frattempo il mantenimento del libero accesso così come nelle altre aree aziendali, anche alle zone mensa per tutti i lavoratori, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza già in atto. Sollecitiamo inoltre il Governo ad assumersi le proprie responsabilità su un tema tanto delicato, che non può essere scaricato sulle spalle delle parti sociali, né tanto meno delle lavoratrici e dei lavoratori. Ribadendo la nostra posizione sulla valenza della vaccinazione come strumento di contenimento della pandemia, non possiamo lasciare che l’alternativa sia tra la lesione di diritti fondamentali dei lavoratori o una ulteriore ricaduta negativa in termini di posti di lavoro su un settore come quello della
ristorazione aziendale, già fortemente messo a dura prova dalla crisi pandemica.