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Genova, sequestrate in porto 230 tonnellate di prodotti di ferramenta e utensili

di Alessandro Bacci

La merce era destinata a un'azienda cinese dichiarata fallita che attraverso una società di comodo poteva continuare ad operare a danno dei creditori

Nel corso delle attività di controllo nel porto di Genova i finanzieri del II Gruppo della Guardia di Finanza hanno intercettato e sequestrato un ingente quantitativo di prodotti di ferramenta ed utensileria varia provenienti dalla Cina. Il servizio ha tratto origine dalla quotidiana attività di monitoraggio dei flussi commerciali marittimi che interessano l'hub portuale di Genova, scenario, negli ultimi tempi, di importanti operazioni finalizzate al contrasto dei traffici illeciti, portati a termine dai finanzieri del Comando Provinciale di Genova.

L'ingente quantitativo di merce sequestrata proveniva dalla Cina ed era destinato ad un'azienda operante nel Brianzolo che, dopo i preliminari approfondimenti, risultava agire in qualità di società di comodo, o di schermo, di un'altra società dichiarata fallita, secondo il consolidato sistema della cosiddetta "new company - bad company". In questo modo la società fallita poteva continuare ad operare in danno dei creditori, che non hanno ancora visti soddisfatti i loro crediti, stimati in importi superiori a 15 milioni di euro.

Dopo il sequestro del primo container di merce, dal peso di oltre 22 tonnellate, i militari delle Fiamme Gialle, coordinati dalla Procura delle Repubblica di Milano, hanno scoperto altri 11 contenitori di merce, per un peso complessivo di circa 210 tonnellate. Per soddisfare i creditori della società fallita, la merce è stata poi consegnata al curatore fallimentare per la successiva rivendita. Le attività si sono concluse con la denuncia di due persone di nazionalità cinese, legali rappresentanti delle due società coinvolte, per i reati di bancarotta fraudolenta e falso in atto pubblico.