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Genova, Possetti: "Il ponte ad Aspi? Nessuna fiducia in chi ha causato la morte dei nostri cari"

di Redazione

La presidente del comitato delle vittime: "Questa decisione è per ridare fiato alla città ma per noi deve essere a termine"

"Confermo che il nuovo ponte di Genova sarà gestito da Autostrade." È il messaggio lanciato dal ministro Paola De Micheli che ha scatenato inevitabilmente la reazione dei famigliari delle vittime della tragedia di ponte Morandi. Egle Possetti, presidente del Comitato ricordo vittime Ponte Morandi, ha raccontate le proprie sensazioni a Telenord una volta ricevuta la notizia: "Ovviamente la reazione non è stata positiva, il cuore ha reagito in maniera negativa. È logico che in questa situazione bisogna ragionare con lucidità. Il ponte è stato costruito in situazione di emergenza in tempi brevi ed è chiaro che non poteva non essere aperto subito al traffico. Avremmo voluto arrivare all'apertura con una situazione chiara nella concessione. Non c'è più la fiducia in chi ha causato la morte dei nostri cari.” Giunti a questo punto penso che non ci fossero molte alternative. Da un punto di vista tecnico avrebbe significato impelagarsi in una situazione più grave, noi la vediamo come una cosa a termine. Questa decisione è per ridare fiato alla città ma per noi deve essere a termine. La concessione deve prendere un'altra strada. Speriamo che sia così, io francamente ho percepito che all'interno del governo ci sono delle anime un po' diverse sulla questione. Credo che un po' tutti dovrebbero riflettere sul perchè siamo arrivati a una concessione costruita in questo modo. Chiediamoci chi ha firmato una concession di questo tipo.”

Si poteva agire dopo il crollo? “Questo non lo so, chiaramente non siamo dei tecnici. Auspico di trovare una soluzione, qualcuno può aver fatto firmare un contratto del genere? Per me è un'assurdità.”

Che cosa vorreste? “Devo dire che una parte di noi è morta sopra quel ponte, non possiamo dimenticarlo soprattutto per i nostri cari. Quello che hanno subito è una cpsa disumana, come lo è quello che stiamo suvendo giorno per giorno. Noi cerchiamo did are loro una memoria e una dignità per fare in modo che nessun'altro possa provare una tragedia simile. Loro sono stati uccisi.”

L'individuazione dei colpevoli potrebbe dare sollievo? “Sicuramente sì, un senso anche di fiducia. Noi abbiamo perso la fiducia nelle istituzioni. Il crollo di questo ponte è stato il crollo di una nazione. Nel 2018 la caduta di un ponte è una cosa che non ha eguali. Abbiamo fatto un nuovo ponte in fretta e poi lo lasciamo chiuso?! Sarebbe stata una cosa demenziale.”

Che cosa rappresenta l'anniversario del 14 agosto? “Da quel giorno tutti i giorni sono particolari. Quel giorno per noi sarà molto difficile. Noi non possiamo far dimenticare ciò che è avvenuto, questa commemorazione la vediamo come un ricordo dei nostri familiari. È importante che in questo momento ci sia la presenza dello Stato. Noi speriamo che entro quella data ci siano notizie certe sul futuro della concessione.”