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Epilessia, colpite una persona su 100

di Eva Perasso

Giornata Mondiale: ne soffrono soprattutto bambini e anziani

Oggi 11 febbraio è la giornata mondiale per l'Epilessia, un disturbo neurologico cronico caratterizzato dal ripetersi di crisi epilettiche spontanee. L’epilessia colpisce una persona su 100 ed è particolarmente diffusa tra i bambini e tra gli anziani. Complessivamente, in Europa sono 6 milioni i pazienti affetti dalla malattia. Si stima che in Italia la malattia interessi circa 500mila persone; ogni anno si registrano 36 mila nuovi casi.

Si può curare sempre, ma solo in circa il 70 per cento dei casi si riesce a ottenere la sospensione o una riduzione significativa delle crisi epilettiche. Vi è poi un 30% dei pazienti circa che non risponde ad alcun trattamento farmacologico. In alcuni di questi pazienti, è possibile individuare con esattezza la zona del cervello responsabile delle crisi. Se quest’area può essere rimossa senza rischi di deficit per il paziente, è possibile intervenire chirurgicamente con un’aspettativa di guarigione anche molto alta.

In occasione della Giornata il Galliera di Genova, insieme alla LICE, Lega Italiana contro l'Epilessia (LICE- sezione regionale Liguria), ha organizzato un incontro rivolto ai giovani cui hanno partecipato studenti degli istituti superiori per fornire informazioni pratiche sulla gestione dell'epilessia e sulla sua cura.

La diagnosi - Per porre diagnosi di epilessia si devono verificare almeno due crisi spontanee (non espressione di un danno cerebrale acuto) separate da un intervallo di tempo di almeno 24 ore. Le crisi epilettiche sono provocate da una iperattività delle cellule nervose cerebrali (i cosiddetti “neuroni”). Sono definite come manifestazioni cliniche a comparsa improvvisa, ricorrenza imprevedibile, di brevissima durata, caratterizzate da segni e/o sintomi che dipendono dalla funzione dei neuroni coinvolti.

Chi colpisce? Tra tutte le patologie neurologiche l'epilessia è una delle più frequenti. Nei paesi industrializzati interessa circa 1 persona su 100. Colpisce tutte le età della vita, ma i maggiori picchi di incidenza si hanno nei bambini e negli anziani. Si tratta quindi di una malattia sociale che il Parlamento Europeo e l’Assemblea Mondiale della Sanità hanno indicato come una priorità sia nel campo della ricerca che della assistenza. Le persone con epilessia si trovano spesso a dovere fronteggiare pregiudizi e discriminazioni a livello sociale ed a limitazioni in vari ambiti quali scuola, lavoro, guida e attività sportive.

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