Condividi:


Effetto covid sulle nascite in Liguria: -19,8% a gennaio 2021

di Marco Innocenti

La nostra regione nel 2020 ha perso quasi 10 abitanti su mille, cala anche l'aspettativa di vita

E' a dir poco impietoso il dato che emerge dall'ultimo report Istat sugli indicatori demografici: al 1° gennaio i residenti in Italia sono 59 milioni 258mila, 384mila in meno rispetto al 2019, risultato di un anno nel quale si sono registrati appena 7 nuovi nati e 13 decessi ogni mille abitanti e con flussi migratori estremamente ridotti rispetto all'anno precedente. Dati sui quali pesa naturalmente la pandemia covid.

Maglia nera fra le regioni del nord per la Liguria, che perde 9,9 abitanti su mille, contro una media nazionale di 6,4 su mille. A guidare questa non invidiabile classifica, sono il Molise col -13,2 per mille e la Basilica col -10,3 per mille. Unica regione a sorridere, è il Trentino Alto Adige che segna un +0,4 per mille. 

In calo anche l'età media degli italiani, che rispetto al 2019 scende di 1,2 anni, attestandosi ora a 79,7 anni per gli uomini (-1,4 rispetto al 2019) e a 84,4 per le donne (-1 rispetto al 2019). Anche in questo caso, i dati più pesanti riguardano le regioni del nord: -2,6 anni in Lombardia, -1,7 in Piemonte e Valle d’Aosta, -1,6 in Liguria e Trentino-Alto Adige. 

Impressionante la correlazione di questi dati con le località in cui il covid ha picchiato più pesantemente: è infatti la provincia di Bergamo una delle più colpite in termini di abbassamento dell'aspettativa di vita (-4,3 anni per gli uomini), preceduta dalle province di Cremona e Lodi, entrambe con 4,5 anni in meno. Non va poi molto meglio fra le donne: Bergamo si attesta su un calo dell'aspettativa di vita di 3,2 anni, Cremona e Lodi su -2,9 anni. "Dati che fanno arretrare le lancette del tempo al 2003" scrive l'Istat.

Sfatata anche la fake news che, nel corso dell'anno, non ci sia stato alcun incremento nei decessi, cavallo di battaglia sbandierato spesso da complottisti e negazionisti: l'Istat rileva che, rispetto al 2019, l'Italia ha registrato 112mila morti in più. Di questi, però, solo 75.891 sono stati registrate come morti direttamente attribuibili al covid. Esistono quindi due possibilità: da un lato che una parte dei decessi per covid sia sfuggita alle rilevazioni oppure che, in un sistema sanitario in piena emergenza, non sia stato possibile trattare nei tempi e nei modi ottimali pazienti affetti da altre gravi patologie.

Secondo i calcoli dell'Istat, se nel 2020 si fossero registrati gli stessi fattori di rischio del 2019, si sarebbero avuti "solo" 13mila decessi in più rispetto all'anno precedente, anziché 112mila. Questo eccesso di mortalità è concentrato negli over 50: nella fascia 80-90 per gli uomini e in quella 85-95 per le donne. Anche in questo caso, l'eccesso di mortalità registrato in province specifiche raggiunge picchi impressionanti, come nel caso del 36% della provincia di Bergamo, del 35 in quella di Cremona e del 34% in quella di Lodi.

Capitolo nascite. A partire dal febbraio, l'Italia vede la curva dei nuovi nati nel 2020 restare sempre al di sotto di quella dell'anno precedente, con una forbice che si allarga sempre più fra ottobre e dicembre, arrivando nell'ultimo mese del 2020 a valere 3.500 nascite in meno. Situazione che non sembra cambiare nemmeno nei primi mesi del 2021: in Liguria, nel primo mese dell'anno, il calo delle nascite è stato del 19,8% rispetto allo stesso mese del 2020, tanto che ci si attesta ormai su 1,22 figli per ogni donna (la media italiana è di 1,24) con un'età della neomamma che arriva a 32,2 anni.