E’ morta Marzia Sari, la ragazza che si diede fuoco a Vado Ligure emulando il papà

di Redazione

Era ricoverata da dicembre al Cto di Torino. Il dolore del sindaco di Savona Caprioglio, "vicini ai familiari"

E’ morta Marzia Sari, la ragazza che lo scorso dicembre si era data fuoco su un piazzale della camionale di Vado Ligure (Savona), lo stesso punto dove, cinque anni prima, si era tolta la vita allo stesso modo anche il padre Mauro.

La studentessa savonese era ricoverata nel Centro grandi ustionati del Cto di Torino.

La tragedia ha colpito l’intera città di Savona e l’amministrazione, tanto che il sindaco Ilaria Caprioglio ha espresso la vicinanza ai familiari della giovane: “Con dolore e sgomento esprimo, anche a nome dell'Amministrazione comunale, profondo cordoglio ai familiari di Marzia – ha scritto sui social il sindaco di Savona - Una pausa di raccoglimento per poi proseguire l'impegno nel fronteggiare la prima causa di morte fra i giovani, dopo gli incidenti stradali».

Studentessa al liceo scientifico, Marzia Sari aveva compiuto 18 anni il 27 novembre 2018, quando decise di compiere quel terribile gesto. I carabinieri non trovarono nessun biglietto che spiegasse cosa l'avesse indotta a togliersi la vita scegliendo lo stesso, cruento metodo del padre, Mauro Sari, artigiano edile, il quale aveva seri problemi di salute ed era preoccupato di non riuscire più a provvedere alla famiglia.

Nel febbraio 2013, l'uomo - subito dopo il successo alle elezioni politiche del M5S si era recato a bordo del suo Apecar da Beppe Grillo a Sant'Ilario per parlargli delle difficoltà che stava attraversando e chiedergli aiuto.

Il leader dei M5S lo citò poi durante un comizio parlando di Sari come "l'imprenditore colpito  dalla crisi".

Sari, poi, si tolse la vita. E Savona dopo la sua tragica morte era scattata una gara di solidarietà fra amici e conoscenti dell'artigiano per sostenere la famiglia. Nessuno poteva presagire che la figlia poi decidesse di emulare il papà e di togliersi la vita nello stesso modo.