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Dpcm, Toti: "Il Governo ci ripensi, i ristoranti rimangano aperti fino alle 23"

di Redazione

Il presidente ripropone le richieste fatte sabato dalle Regioni, compresa la riapertura di piscine, palestre, teatri e cinema

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti insiste sulla necessità di rivedere alcune delle misure prese dal governo nel Dpcm firmato il 24 ottobre. In un post su Facebook, il governatore ha riproposto la lettera firmata dal presidente della Conferenza Stato - Regioni Stefano Bonaccini in cui erano riassunte le principali richieste di modifica al Dpcm, accolte solo in parte dal governo.
 
Toti chiede al premier tre modifiche in particolare: l'estensione alle 23 dell'orario di chiusura dei ristoranti con servizio al tavolo, un rimborso immediato per le attività più danneggiate dal "mini - lockdown" e una riflessione basata sui dati epidemiologici (quante persone si sono effettivamente infettate in questi luoghi?) sull'opportunità di chiudere palestre, piscine, cinema e teatri
 
Il presidente spinge anche sul una stretta sui tamponi; a suo parere, sarebbe il caso di effettuare i test molecolari o antigenici soltanto sulle persone sintomatiche e ai contatti stretti dei pazienti positivi, in modo da ridurre la pressione su laboratori e Asl in questo momento di emergenza.
 
"Ci sono attività che in questi mesi hanno fatto un gigantesco lavoro per adeguarsi alle nuove regole per la sicurezza e nonostante questo oggi si ritrovano di nuovo chiuse", scrive Toti. " E dopo la prima fase dell’emergenza, con aiuti lenti, a singhiozzo e che in alcuni casi non sono proprio arrivati, i cittadini si aspettano risposte veloci altrimenti continueranno ad avere sfiducia completa nel sistema e nella sua capacità di reazione".