Donazione di sangue in Liguria, numeri positivi nonostante il Covid 19

di Redazione

Anche in quarantena i liguri non hanno smesso di donare. Nessuna evidenza scientifica sulla possibilità di trasmissione del Sars Cov 2 con il sangue

Nonostante l'emergenza sanitaria, i donatori di sangue liguri non si sono tirati indietro, garantendo il mantenimento della scorta strategica per le emergenze trasfusionali. Secondo i dati forniti dal Sistema sanitario regionale, nel primo trimestre 2020 le unità raccolte sono state superiori rispetto allo stesso semestre del 2019 (+ 348 a febbraio, + 310 a marzo e + 329 ad aprile). 

Un risultato importante che arriva poco prima di un'importante ricorrenza, la Giornata mondiale del donatore di sangue, che si celebra ogni anno il 14 giugno. Quest'anno il Paese ospite sarebbe dovuto essere l'Italia, ma la pandemia ha bloccato i festeggiamenti "fisici".

Grazie alla generosità dei volontari, che hanno superato il timore diffuso di frequentare ambulatori e ospedali durante le fasi più acute della pandemia, si è evitata una pericolosa carenza di sangue. "I nostri volontari hanno risposto alla chiamata in modo esemplare", ha dichiarato Giovanni Musso, presidente nazionale dell'associazione di donatori Fidas. "Si sono subito recati a donare per non aggiungere all'emergenza Covid una possibile emergenza da carenza di sangue".

"I nostri circa 20mila donatori Avis hanno riposto grande fiducia nelle strutture trasfusionali, qundi la donazione non è mai venuta a mancare", ha aggiunto Alessandro Casale, presidente regionale Avis.

A proprosito della possibilità di trasmissione del coronavirus attraverso le trasfusioni, la dottoressa Vanessa Agostini, direttrice della Struttura regionale di coordinamento per le attività trasfusionali del San Martino, ha voluto rassicurare i cittadini. "Ad oggi non ci sono evidenze scientifiche sulla trasmissibilità del Sars - Cov2 attaverso il sangue. In ogni caso, il sistema trasfusionale è sicuro, sia per i donatori che per chi lo riceve". 

Per quanto riguarda la raccolta di plasma dei pazienti guariti dal Covid 19, che si è rivelato utile per trattare i malati, il San Martino ha già identificato un centinaio persone guarite che saranno sottoposte a test ad hoc per capire se sono idonei alla donazione. Al San Martino è arrivato anche uno strumento che consente l’inattivazione dei patogeni (già presente a Savona), fondamentale per la cura attraverso la terapia a base di plasma.