Covid, in arrivo in Liguria il nuovo anticorpo monoclonale Sotrovimab

di Alessandro Bacci

1 min, 34 sec

Nella nostra regione arriveranno 103 dosi del nuovo medicinale dotato di una maggiore attività in vitro contro le varianti conosciute

Covid, in arrivo in Liguria il nuovo anticorpo monoclonale Sotrovimab

Arriverà in Liguria un nuovo anticorpo monoclonale anti-SARS-CoV-2 denominato Sotrovimab. Si tratta di una nuova terapia, sempre a singola infusione, dotata di una maggiore attività in vitro contro le varianti conosciute. Il nuovo anticorpo si aggiunge agli altri già disponibili, aumentando le armi terapeutiche a disposizione contro il Covid: “La Liguria è stata la prima regione a impiegare gli anticorpi monoclonali all’Ospedale Policlinico San Martino di Genova – sottolinea Giovanni Toti, presidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria - ed è tra le regioni che ne prescrivono di più in rapporto al numero dei positivi, grazie all'efficace sinergia tra medici ospedalieri e di medicina generale. Grazie a un’efficace lavoro di squadra abbiamo potuto garantire l’accesso a questa importante terapia a tutti i pazienti liguri ritenuti idonei a riceverla dai sanitari”.

"Il ministero della Salute - spiega Barbara Rebesco, direttore delle Politiche del farmaco di Alisa - ci ha anticipato che in Liguria ne arriveranno 103. Questo anticorpo si lega a un punto della proteina spike di SARS-CoV-2 che è meno soggetto a mutazioni e i dati provenienti da studi in vitro pubblicati hanno dimostrato che il nuovo anticorpo mantiene l'attività contro tutte le varianti circolanti, compresa quella brasiliana, californiana e non solo”.

La Liguria ha già ricevuto oltre 1.300 trattamenti: “Nella nostra regione, ad oggi, ne abbiamo già somministrati 335 - commenta Matteo Bassetti coordinatore del Diar Malattie infettive di Alisa - destinati a pazienti non ospedalizzati, con patologia lieve o moderata, che rientrano nei criteri di eleggibilità stabiliti dall'Agenzia italiana del farmaco. Gli anticorpi monoclonali sono dei farmaci che si utilizzano nelle fasi precoci della malattia, grazie alla sinergia tra i medici di base che intercettano i casi da trattare e ai medici specialisti in malattie infettive che garantiscono l’appropriatezza dei piani terapeutici”.