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Coronavirus, Messina: "Dopo il 10 febbraio la situazione potrebbe migliorare"

di Paolo Lingua

Il presidente di Assarmatori fa il punto della situazione

Per Stefano Messina, al vertice dell’omonimo gruppo armatoriale genovese e presidente nazionale dell’Assarmatori, l’attuale blocco dei rapporti tra l’Italia (e non solo l’Italia) e la Cina, in seguito alla vicenda delle possibili implicazioni del Corona-virus, non mancano motivi di preoccupazione: ”La mia azienda - spiega - non ha rapporti diretti e neppure indiretti con la Cina ma non è certamente questo il problema. Oltre al calo dei traffici sia dei turisti (ma qui sono più importanti i rapporti via aerea) ma soprattutto delle merci, potrebbero nascere altre complicate implicazioni. La prima riguarda i prezzi dei noli che potrebbero avere preoccupanti sbilanciamenti, con tutta una serie di effetti negativi per causa ed effetto”.

Messina spera che i progressi scientifici sul campo della identificazione del virus potrebbero allentare la morsa dei blocchi nei due sensi. “Ma dovremo aspettare, come primo passaggio – dice – il termine delle vacanze del capodanno cinese. Dopo il 10 febbraio forse potremo capire quale potrebbe essere l’evoluzione del fenomeno. Se la situazione generale dovesse migliorare, sia pure con tutte le cautele necessarie, potremmo individuare una ripresa, sia pur prudente. E allora, nel gioco di alcuni mesi, messe in conto le perdite e i danni che nessuno potrà evitare, ci potrebbe essere una sia pur prudente ripresa. Ma occorre, purtroppo, molta cautela e molta prudenza. Forse ci sono stati degli eccessi ma, ormai, una parte del danno è fatto. La Cina non è una realtà trascurabile. Oggi è connessa a tutta l’economia mondiale”.

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