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Coronavirus, lunedì parte la sperimentazione sull'uomo del vaccino italiano

di Alessandro Bacci

Usa una piattaforma a dna e viene inoculato con un elettroporatore. Sarà un ragazzo di 21 anni il primo volontario

Sarà un ragazzo di 21 anni il primo volontario a cui domani sarà somministrata una dose da 0,5 mg di 'e-Vax' il vaccino anticovid ideato dalla società romana Takis con la monzese Rottapharm biotech. Inizia, infatti, al San Gerardo di Monza, o meglio al Centro di Ricerca Fase 1, che si trova al decimo piano del settore A, la prima fase di sperimentazione sull'uomo di questo vaccino che usa una piattaforma a dna e che viene inoculato con un elettroporatore. Uno strumento che dà una scossa che permette al frammento di dna di entrare nelle cellule.

Questo tipo di vaccino "potrebbe essere molto importante in futuro" perché, ha spiegato Paolo Bonfanti direttore della Clinica di Malattie infettive del San Gerardo, c'è "la possibilità di modificarlo adattandolo alla emergenza di varianti del virus non sensibili ai vaccini attuali", senza contare che è stabile a temperatura ambiente (quindi senza bisogno di garantire la catena del freddo e avere dei super freezer) e può "essere somministrato molte volte, nel caso in cui le vaccinazioni anti-Covid debbano essere ripetute ogni anno".

Dopo la prima vaccinazione si aspetteranno due giorni per vedere se ci sono effetti collaterali, poi saranno vaccinati altri due volontari e, dopo alti due giorni, altri tre. In tutto venti persone e partirà la sperimentazione anche allo Spallanzani di Roma e all'Irccs Pascale di Napoli. Stessa procedura si seguirà poi per dosi maggiori (in tutto ne vengono sperimentate tre diverse, la massima da 200 milligrammi, che non dovrebbe richiedere il richiamo). Il reclutamento dei volontari per la fase 1 e 2 è iniziato ad agosto, con grande successo. E non è ancora terminato, tanto che sul sito dell'Asst di Monza è possibile scaricare il modulo per iscriversi al registro dei volontari sani.