Come rapportarsi con i bambini in quarantena, i consigli della pedagogista Cinzia Leone

di Andrea Carozzi

"Evitiamo di affidarli troppo a tv e dispositivi digitali hanno bisogno di gioco e socialità"

Come rapportarsi con i bambini in quarantena, i consigli della pedagogista Cinzia Leone

Gestire i bambini in questo lungo periodo di quarantena può non rivelarsi un’impresa semplice, per questo Telenord ha chiesto un consiglio a Cinzia Leone pedagogista e Presidente Regionale di Anpe (Associazione Nazionale dei pedagogisti).

In questo periodo di quarantena come si può gestire la comunicazione con i più piccoli?
Allora è importante informarli e al tempo stesso proteggerli tarandoci  sulla loro età e stando molto attenti alle informazioni che gli passiamo, anche in maniera indiretta, perché noi adulti parliamo tutto il giorno del coronavirus e di conseguenza, loro recepiscono quello che diciamo, anche i più piccoli che devono essere maggiormente protetti. Proprio i più piccini possono essere aiutati a capire la situazione attraverso favole, disegni e filastrocche che ci aiutano a veicolare il messaggio.  Su internet ce ne sono molte ne segnalo una in particolare che si chiama: “Il puntino che voleva diventare re”.

Come possiamo strutturare le loro giornate in maniera efficace?
È di fondamentale importanza mantenere la struttura tipo delle giornate pre pandemia, questo perché stando in casa 24 ore su 24  i bambini di ogni età, anche quelli più grandicelli hanno perso completamente il ritmo del loro quotidiano. Questa assenza di attività può essere confusa facilmente con un periodo di vacanza e siccome questa è un’emergenza che durerà ancora a lungo è bene strutturare le giornate e la settimana differenziando, ad esempio, i ritmi dei giorni feriali da quelli del weekend. Inoltre è bene regolare il ritmo del sonno fissando una sveglia precisa e un orario in cui andare a dormire al fine di ricreare quella che era la normalità prima della pandemia. Un comportamento che bisogna evitare, invece, è quello di ricorrere troppo all’ausilio di televisione e strumenti digitali per tenerli impegnati perché i più piccoli hanno bisogno di movimento e di gioco per mantenere un buon equilibrio psico fisico.

E noi genitori, come dobbiamo affrontare questo momento?
In questo momento ci sarebbero tante cose da suggerire. Io mi sento di dire che i bambini sono strettamente legati a noi, vivono le nostre emozioni e al tempo stesso sono protetti dalla nostra presenza, quindi noi genitori svolgiamo una funzione protettiva importantissima. Allora dobbiamo partire da noi stessi,e anche dalle nostre paure razionalizzandole, perché sennò si corre il rischio di scaricarle su di loro, mentre il nostro obiettivo è quello di proteggerli.