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Bassetti a Fuori Rotta: "La fase 2 della vaccinazione va affidata alle Regioni"

di Redazione

"Serve conoscenza e vicinanza al territorio. E poi ci sono troppi scettici: si doveva fare un'ampia campagna d'informazione"

"Il vaccino? Tutto a posto. Lunedì farò la seconda dose. E dopo circa una o due settimane dovrei sviluppare gli anticorpi". E' la rassicurazione di Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive del San Martino di Genova. Ma, vaccino a parte, la visione di Bassetti per il futuro della campagna vaccinale, specialmente per quel che riguarda la fase 2, è tutt'altro che rosea: "La fase successiva della campagna vaccinale riguarderà 40 milioni di persone e sarà molto più complicata - ha detto Bassetti - Per questo credo che chi conosce il territorio come le farmacie, i medici di famiglia, i pediatri, i dentisti, i medici del lavoro sarebbe già fruibile da domani, senza nessun contratto particolare e questo permetterebbe di accelerare di molto i tempi. In questo momento, stiamo utilizzando il 50 o il 60% delle dosi disponibili ma i numeri sono drogati, perché il vaccino lo stiamo facendo solo su pochi soggetti e anche soggetti particolari. Non è difficile fare il vaccino a Bassetti, basta chiamarlo e lui si presenta il giorno dopo perché il sistema della sanità è già predisposto ma lo scenario più importante è il territorio dove dobbiamo mettere in sicurezza le persone più fragili, gli immunodepressi, gli obesi, i diabetici, gli anziani, i cardiopatici... Sono queste le persone che devono ricevere il vaccino per prime sul territorio".

"La fase 2 mi preoccupa perché non sono state fatte alcune cose che andavano fatte - ha aggiunto - Ma a livello nazionale non abbiamo fatto una campagna informativa seria e dovevamo farla a ottobre, non oggi. E non è che si sa da ora che sarebbero arrivati i vaccini. Io sono preoccupato dalla non programmazione, da medico, da uomo del sistema sanitario. Arriviamo alla vaccinazione con un pubblico impreparato. E poi la fase 2 sarà qualcosa di ben diverso: noi dovremo vaccinare il 70% della popolazione e, a questo ritmo, non ce la faremo. Almeno preoccupiamoci di coprire col vaccino quella fetta di popolazione più a rischio".

"Bisogna dare mandato alle Regioni affinché si muovano in autonomia sul territorio - l'appello di Bassetti - anche perché non dobbiamo pensare che si vaccini solo la gente delle grandi città. Il modo migliore è appoggiarsi a chi al territorio è più vicino".