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Afghanistan, la Liguria pronta ad ospitare fino a 350 profughi

di Alessandro Bacci

I 206 di Sanremo saranno redistribuiti, aperta la caccia alle strutture, pubbliche e private, adeguate per accoglierli

I prefetti liguri "si stanno attrezzando per accogliere fino a un massimo di 300-350 profughi afghani in Liguria in strutture diffuse sul territorio regionale
idonee a ospitarli nel periodo post quarantena, redistribuendo presumibilmente in Regione i 206 profughi già arrivati a Sanremo e gli 8 arrivati a Genova". Lo ha detto l'assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone al termine di un videocollegamento sui profughi afghani organizzato dalla
Prefettura di Genova a cui hanno partecipato anche gli assessori regionali Ilaria Cavo (Politiche socio sanitarie e Terzo settore) e Andrea Benveduti (Immigrazione), insieme ai rappresentanti dell'Anci. Lunedì prossimo scadrà la quarantena per i 206 profughi già arrivati a Sanremo, alla fine della prossima settimana quella per gli 8 accolti a Genova.

"Sono prevalentemente famiglie, quindi si tratta di migranti diversi da quelli gestiti nelle precedenti ondate migratorie, le famiglie non si possono dividere - sottolinea Giampedrone - Come Regione Liguria abbiamo ribadito la nostra disponibilità a ospitare fino a dieci-quindici profughi nella nostra struttura covid per le quarantene a Genova-Albaro mentre non abbiamo strutture di Protezione civile per ospitare le persone post quarantena. Manderemo ai Prefetti la ricognizione di tutte le strutture private e pubbliche che abbiamo utilizzato nel periodo della pandemia per i pazienti non gravi, poi saranno le Prefetture a valutare se utilizzarle".

Anche l'Anci si è presa l'impegno di fornire alle Prefetture nel più breve tempo possibile l'indicazione di strutture sul territorio idonee a ospitare i rifugiati. "Ho dato disponibilità a fare una ricognizione anche nell'ambiente del Terzo settore - ha detto Cavo - per verificare se ci sono spazi disponibili, ovviamente ciò che le Prefetture cercano è una sistemazione temporanea dopo la quarantena per far partire i progetti di integrazione di lungo periodo che hanno bisogno di tempo per essere elaborati".