Giulio Vignolo: il fiuto della notizia
Irrequieto, la sigaretta spenta appesa all'angolo destro della bocca, misura la redazione con lunghi passi veloci, mentre a fatica trova le parole per parlare di sé, dopo una vita passata a raccontare "gli altri".Al contrario di molti, che sognano il mestiere di giornalisti già da piccoli, Giulio inizia a lavorare a Il Secolo XIX quasi per caso, prima in prova per tre mesi e in fine assunto.
Professionista dal 1966, per sette anni si occupa di cronaca nera. "Sono stati anni indimenticabili, dove avevi a che fare con la realtà della vita", ricorda Giulio.
In quel periodo segue per il giornale il rapimento di Sergio Gadolla, l'uccisione di Milena Sutter, l'alluvione del '70, l'omicidio di Alessandro Floris, compiuto dall'organizzazione terroristica Gruppo XXII Ottobre... A Genova si inizia a respirare l'aria acre degli anni di piombo che sono alle porte e fare il giornalista vuole dire trovarsi spesso in prima linea. La giornata lavorativa si divide tra la strada, la questura e la redazione, dove ogni tanto si torna per scrivere. "In questura il capo della mobile era Angelo Costa, quasi un secondo padre per me", rammenta Giulio "praticamente partecipavo alle indagini, ed ero sempre a diretto contatto con i poliziotti". Un modo molto diverso di fare giornalismo, di cui forse ha un po' di nostalgia.
Nel '71 il giornale gli chiede di occuparsi di sport e così inizia la sua lunga carriera di giornalista sportivo. Segue tutte le trasferte del Genoa e della Sampdoria e si occupa della Juventus nelle coppe. Nel '91 diventa caposervizio della redazione sportiva de Il Secolo XIX.
Nel 2000 inizia a collaborare con Primo canale, dove continua a seguire lo sport. Dal 2002 fa parte della redazione sportiva di Telenord, dove si occupa quotidianamente del telegiornale sportivo e partecipa alle trasmissioni Derby del lunedì, We are Genoa e Anteprima Derby.
Giornalista sportivo conosciuto ed apprezzato, si butta in una nuova avventura e nel 2001 scrive a quattro mani con Fabrizio Calzia "Il Professore", biografia ufficiosa di Franco Scoglio. Il libro sull'allenatore, forse più amato dal popolo genoano, ottiene ottimi risultati di vendita nelle librerie, ma Vignolo non si fa incantare delle sirene del successo, e da appassionato lettore di libri di storia - dichiara di averne letto almeno diecimila - torna al suo lavoro in redazione.
Grande esperto di funghi, "li conosco talmente bene che potrei lavorare all'ispettorato micologico" - afferma con l'aria sicura di chi sa quello che dice - ama girare per i boschi e fare lunghe passeggiate nella natura.
Il Genoa e i colori rossoblù sono la sua grande e sola passione...



Giulio Vignolo